Etichettatura alimenti: come si fa davvero, senza prendere multe
Ho visto sequestrare un bancone intero di gastronomia per etichette scritte a penna con la scadenza illeggibile. Vediamo come non finirci.
Marco Bellini
Consulente HACCP, ex chef
Mi è capitato l'anno scorso a Bologna. Gastronomia di quartiere, signora di 60 anni, lavora sodo, prepara tutto a mano. Arriva il NAS, guarda il banco, guarda le vaschette di insalata russa con sopra un'etichetta scritta a biro dove "scad. 12/10" si leggeva male. Sequestra tutto il banco. 2.400 € di prodotto buttato, 3.000 € di sanzione.
«Ma la scadenza c'era!» mi diceva al telefono.
Sì, ma non era leggibile. E secondo il Reg. UE 1169/2011 non basta che ci sia: deve essere chiara, in evidenza, indelebile. Vediamo come si fa per davvero.
Quando si applica il Reg. UE 1169
Il regolamento copre tutti gli alimenti destinati al consumatore finale. Quindi:
- Alimenti preimballati (la vaschetta di pasta fresca, il barattolo di marmellata che vendi sigillato) → etichetta completa obbligatoria
- Alimenti preincartati nel punto vendita (la fetta di torta che incarti tu al banco, il sottovuoto che hai fatto stamattina) → etichetta semplificata obbligatoria
- Alimenti sfusi (la mozzarella che tagli al momento) → solo cartello con denominazione + allergeni
Quasi tutti pensano "ah, io non vendo prodotti confezionati, l'etichetta non mi serve". Sbagliato: appena prendi un alimento e lo metti in una vaschetta con il coperchio per esporlo in vetrina, è preincartato. E ti serve un'etichetta a norma.
Cosa deve esserci sull'etichetta (per legge)
Per un alimento preimballato (es. una vaschetta sigillata di lasagne da asporto), il Reg. UE 1169 richiede 12 informazioni obbligatorie:
- Denominazione di vendita (es. "Lasagne al ragù di carne", non "Lasagne della casa")
- Elenco degli ingredienti in ordine decrescente di peso
- Allergeni evidenziati (vedi sotto)
- Quantità di alcuni ingredienti (QUID) — es. "carne bovina 25%"
- Quantità netta in grammi o ml
- Termine minimo di conservazione (TMC) "da consumarsi preferibilmente entro" oppure data di scadenza "da consumarsi entro"
- Condizioni di conservazione (es. "Conservare a +4 °C")
- Nome o ragione sociale e indirizzo dell'OSA (Operatore Settore Alimentare)
- Paese d'origine quando obbligatorio (carni, olio EVO, miele, latte, ortofrutta, ecc.)
- Istruzioni per l'uso se necessarie
- Titolo alcolometrico se >1,2% vol
- Dichiarazione nutrizionale (tabella valori) — esenzioni per piccole produzioni artigianali
Per i preincartati nel punto vendita (le tue vaschette in vetrina), puoi omettere alcune voci ma devi sempre avere: denominazione, elenco ingredienti con allergeni evidenziati, allergeni, quantità, data di scadenza, condizioni di conservazione, OSA, lotto.
La regola che salva: gli allergeni evidenziati
Questa è la parte dove si prendono le multe più cattive. Gli 14 allergeni del Reg. UE 1169 (glutine, crostacei, uova, pesce, arachidi, soia, latte, frutta a guscio, sedano, senape, sesamo, anidride solforosa, lupini, molluschi) devono essere:
- Indicati nell'elenco ingredienti col loro nome (es. "uova", non "ovoprodotti")
- Evidenziati graficamente rispetto al resto dell'elenco: grassetto, MAIUSCOLO, sottolineato, o colore diverso
Esempio fatto bene:
Farina di GRANO tenero, acqua, UOVA, sale, olio extra vergine di oliva, lievito.
Esempio fatto male:
Farina, acqua, uova, sale, olio, lievito.
(non sai che farina, gli allergeni non sono evidenziati, non sai che tipo di olio)
La sanzione per allergeni non dichiarati va da 3.000 a 24.000 € ai sensi del D.Lgs. 231/2017. Più, se qualcuno finisce in ospedale, le grane penali. Non scherzare con questa parte.
Dimensioni del carattere (sì, c'è una regola)
Il Reg. UE 1169 dice: altezza minima 1,2 mm misurata sulla "x" minuscola (la "altezza x"). Per imballaggi piccoli (superficie < 80 cm²), il minimo scende a 0,9 mm.
In pratica significa che con stampante termica da 40 mm di larghezza ci stai dentro tranquillamente. Con etichette scritte a mano, basta che si leggano senza occhiali. Quella scrittura microscopica con la biro che vedo nei banconi delle gastronomie è fuori legge.
Sottovuoto e abbattimento: l'etichetta è ancora più importante
Quando metti sottovuoto o abbatti, l'etichetta non è più un'opzione ma uno strumento di sicurezza alimentare. Devi indicare:
- Data di confezionamento (giorno in cui hai messo sottovuoto)
- Data di scadenza in base alla tabella prevista dal tuo manuale HACCP (di solito: 5 giorni per cotti a +3 °C, 90 giorni per abbattuti a -18 °C, ecc.)
- Lotto (anche un semplice "L05-12-26" è sufficiente)
- Contenuto ed eventuali allergeni
- Eventuale "scongelato" se il prodotto era stato precedentemente congelato
Senza queste informazioni, in caso di tossinfezione non riesci a dimostrare nulla: né quando hai prodotto, né cosa c'era dentro, né a quanti clienti l'hai venduto. Sei sostanzialmente indifendibile.
Etichette scritte a mano: si possono ancora fare?
Sì, se sono leggibili, indelebili e contengono tutte le informazioni obbligatorie. Ma realisticamente:
- Scrivere a mano 20 vaschette al giorno con tutti gli ingredienti porta via 40 minuti
- La penna sbiadisce, si stacca, si bagna
- Il personale dimentica voci (specialmente gli allergeni)
- Non puoi dimostrare quando l'hai scritta
Per questi motivi le stampanti termiche Bluetooth da banco costano ormai 60-100 €, le etichette adesive 2-3 cent l'una, e con un'app si fa tutto in 15 secondi. Su HACCP Trace abbiamo l'editor etichette già a norma UE 1169: scegli l'alimento dal tuo catalogo, lui calcola la scadenza in base al tuo manuale, evidenzia gli allergeni in automatico, stampi. Fine.
Errori che vedo ogni settimana
- "Lasagne della nonna" invece di "Lasagne al ragù di carne" → la denominazione fantasia è VIETATA come unica indicazione. Puoi aggiungerla, ma quella ufficiale ci deve essere.
- Olio "vegetale" invece del tipo preciso → da Reg. UE 1169 modifica del 2014, devi specificare il tipo (girasole, palma, oliva, ecc.)
- Data scritta solo come "12/10" → ambiguo. Scrivi "12/10/2026" o "12 OTT 2026".
- "Può contenere tracce di" usato come scusa → è ammesso solo dopo aver fatto una vera analisi del rischio di contaminazione crociata. Non è un "tutto vale".
- Allergeni dichiarati in fondo all'etichetta invece che nell'elenco ingredienti → posto sbagliato, contestabile.
- Lotto mancante sui preincartati → "L" + data confezionamento è sufficiente, ma deve esserci.
Sanzioni: cosa rischi davvero
Numeri reali dal D.Lgs. 231/2017:
| Violazione | Sanzione |
|---|---|
| Allergeni non dichiarati | 3.000 – 24.000 € |
| Indicazioni obbligatorie mancanti | 1.000 – 8.000 € |
| Indicazioni ingannevoli | 3.000 – 24.000 € |
| Etichetta in lingua straniera senza italiano | 1.000 – 8.000 € |
| Etichetta illeggibile / cancellata | 1.000 – 8.000 € |
| Origine non indicata (dove obbligatoria) | 2.000 – 16.000 € |
Le sanzioni si sommano. Un'etichetta fatta male può tranquillamente costarti 5-10.000 €.
Per ricapitolare
L'etichettatura non è una rottura burocratica: è la cosa che ti protegge in caso di problemi (cliente intossicato, allergico, ispezione). Un'etichetta a norma ti dà alibi, tracciabilità, e dimostra che lavori in modo professionale.
Se oggi etichetti a penna:
- Compra una stampante termica bluetooth (60-100 €)
- Usa un editor a norma UE 1169 che evidenzi gli allergeni automaticamente
- Imposta le shelf life nel tuo manuale HACCP e fai calcolare la scadenza al sistema
- Tieni traccia dei lotti per la tracciabilità
Su HACCP Trace c'è tutto integrato: editor, catalogo alimenti, calcolo automatico delle scadenze, stampa Bluetooth. Provalo, è gratis.
E se hai dubbi sulla differenza tra Manuale HACCP e Registri, leggi anche la nostra guida al Manuale HACCP.
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